Nel contenzioso bancario, la tutela del debitore passa anzitutto dal rigoroso rispetto delle regole sull’onere della prova.
In un giudizio seguito dallo Studio Legale Pauciulo, il Tribunale di Nola ha accolto l’opposizione proposta nell’interesse della società assistita, revocando un decreto ingiuntivo dell’importo di € 241.027,65, dopo aver rilevato la mancata dimostrazione della titolarità del credito in capo alla società che aveva agito in giudizio e dei poteri della mandataria incaricata del recupero.
Il principio: chi agisce deve provare la titolarità
Quando il credito deriva da una o più operazioni di cessione, chi agisce in giudizio deve dimostrare, con documentazione idonea, sia l’effettiva inclusione dello specifico credito nel perimetro ceduto sia, quando opera tramite un mandatario o servicer, i relativi poteri rappresentativi.
Non è sufficiente un richiamo generico alla cessione o una documentazione che non consenta di ricondurre con certezza il singolo rapporto all’operazione di trasferimento. La pubblicazione dell’avviso di cessione svolge una funzione di pubblicità e opponibilità; ai fini probatori, il suo contenuto deve essere valutato concretamente.
Un avviso sufficientemente dettagliato, contenente criteri oggettivi e precisi, può concorrere a dimostrare l’inclusione del credito. Se invece i criteri risultano generici o la stessa vicenda traslativa è specificamente contestata, occorrono ulteriori elementi documentali idonei a provare la titolarità sostanziale.
La decisione del Tribunale di Nola
Nel caso esaminato, il Tribunale ha ritenuto che tale prova non fosse stata fornita. La documentazione prodotta non dimostrava validamente i poteri della mandataria né consentiva di accertare l’effettiva inclusione del credito azionato tra quelli oggetto della cessione.
Per queste ragioni il decreto ingiuntivo è stato revocato, con assorbimento delle ulteriori questioni di merito.
Perché la verifica documentale è decisiva
La vicenda dimostra come, anche nei procedimenti monitori fondati su crediti bancari o cartolarizzati, un’attenta analisi della documentazione possa risultare determinante.
Ogni controversia presenta caratteristiche proprie, ma la verifica della catena delle cessioni, dei criteri identificativi del credito e dei poteri di chi agisce rappresenta spesso il primo passo per individuare eventuali carenze probatorie.
La difesa dei diritti passa dalla corretta applicazione delle regole processuali e dall’attento esame delle prove.
